Immagina il tuo cervello come un piccolo orto. Ogni pianta è un’opinione, ogni fiore un ricordo, ogni frutto una certezza su come funziona il mondo.
Amo i paragoni con la natura botanica, perché meglio di tutti indirizzano i comportamenti sociali corretti, per questo credo che in un giardino “sano” ogni forma di vegetazione si sia sviluppata affinché possa crescere autonomamente in base alle proprie necessità di luce, acqua, terreno. ecc.
Però, improvvisamente, qualcuno entra con uno spruzzino pieno di una sostanza invisibile e inizia a bagnare le foglie. Giorno dopo giorno, ti dice che quei pomodori che vedi rossi sono in realtà blu, che la siccità che senti sulla pelle è solo una tua impressione e che, se le tue piante appassiscono, è solo perché non sai prendertene cura.
Eccolo! Questo è il gaslighting.
Nel 2022 è stata votata come parola dell’anno perché descrive esattamente questa dinamica: una manipolazione psicologica che ti spinge a dubitare della tua stessa percezione della realtà.
È un diserbante cognitivo che non distrugge la pianta con la forza, ma la convince che la luce del sole non esiste, lasciandola morire nell’ombra dell’incertezza.
Serre digitali e monoculture del pensiero
Non so se lo sai, ma Gaslighting (in Italia tradotto “Angoscia”) è un film del 1944 dove un marito manipola la moglie su ciò che le sta realmente accadendo:
Nelle democrazie moderne, questo trucco non viene però usato solo nei corridoi di casa, ma su scala nazionale e internazionale.
I manipolatori del consenso hanno capito che è molto più efficace chiuderti in una serra piuttosto che bastonarti, meccanismo che è stato ancora più facilitato dai social network.
In pratica, usando ancora il paragone della botanica, questi meccanismi funzionano come sistemi di irrigazione automatica selettivi: ti servono solo a far crescere ciò che conferma i tuoi pregiudizi, isolandoti da ogni seme di pensiero diverso.
In questa serra artificiale, perdi il contatto con il terreno comune e finisci per accettare come naturale un clima che è stato deciso a tavolino da altri.
È un circolo vizioso che alimenta la polarizzazione: o stai con i fiori della tua aiuola o sei un parassita da eliminare.
La potatura sistematica della verità
«Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.
Matteo 5:29-30
E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.»
La Bibbia si può anche applicare al contrario: se qualcosa può crescere verso una direzione che non conviene, taglialo.
Per manipolare le masse, il “governo invisibile” di cui parlava Edward Bernays usa una tecnica chiamata agnotologia: la produzione intenzionale di ignoranza.
È come se un giardiniere decidesse di tagliare sistematicamente le radici della tua conoscenza storica e geopolitica per farti credere che ogni evento sia un fiore nato dal nulla, improvviso e senza spiegazione.
C’è anche un richiamo su questo argomento nel libro “1984” di George Orwell, con lo spaventoso “Ministero della Verità”.
Se non sai come è stato preparato il terreno, accetterai qualunque frutto ti venga offerto, anche se è amaro o tossico. In questo scenario, la verità viene sepolta sotto le bugie, e tu rimani lì, con le cesoie in mano, convinto che la colpa del disastro sia solo tua perché non hai studiato abbastanza bene il giardinaggio o non sei stato abbastanza attento.
La gramigna ideologica e il fango
La gramigna è l’incubo di chiunque abbia un giardino. Ha dei fusti sotterranei che si allungano orizzontalmente nel terreno e, anche se la strappi in superficie, basta che rimanga un minuscolo pezzetto di radice sottoterra perché la pianta ricresca.
La gramigna della comunicazione politica è il “comunista” o il “comunismo“.
Proprio in Italia, siamo stati spettatori di una delle più grandi operazioni di giardinaggio tossico della storia recente. Per decenni, l’etichetta di “comunista” è stata usata come un pesticida universale da spruzzare su chiunque desse fastidio al potere: magistrati, giornalisti, intellettuali.
Non importa se il comunismo reale era un albero abbattuto da tempo; l’importante era evocare l’odore della marcescenza per attivare la tua paura.
E, ancora più grave, non importa se il problema sollevato o la protesta avessero un fondamento reale e razionale: concentrarsi su una migliore argomentazione o di citazione delle fonti è totalmente inutile per la massa manipolata.
Questo è un classico esempio di framing: ti mostro solo un ramo malato per convincerti a bruciare l’intera foresta della Magistratura o dell’informazione libera. È il trucco del truffatore che ti indica un nemico immaginario fuori dal cancello per non farti vedere che sta vendendo i mobili di casa tua.
Perché siamo sempre a rischio di farci ingannare?
Perché il nostro cervello è programmato per amare le risposte semplici, come un’ape è attratta dal nettare più dolce.
Gli esperti di comunicazione strategica sanno che per farti accettare un’idea non serve un proposta precisa, puntuale e fattibile ma una promessa che susciti in te un’emozione forte.
Sotto l’effetto della paura o del risentimento, il tuo spirito critico va in letargo e quando crediamo a una bugia rassicurante, il nostro cervello riceve una scarica di dopamina.
È un premio chimico per aver mentito a noi stessi.
I leader populisti sono maestri nel canalizzare questa energia, trasformando la tua insoddisfazione in un fuoco che brucia i ponti invece di illuminare le strade.
Come accorgersi che stanno attuando la strategia del Gaslighting
Accorgersi che la politica sta attuando una forma di gaslighting richiede lo sviluppo di un “fiuto critico” verso strategie comunicative progettate per indurre disorientamento e spingere il cittadino a dubitare della propria percezione della realtà.
Ecco i segnali principali per identificare questa manipolazione nel panorama politico attuale:
- L’uso della “post-verità” e del “bullshit”: il primo segnale è la subordinazione sistematica dei fatti oggettivi alle credenze personali o alle emozioni. I leader politici possono fare affermazioni che ignorano deliberatamente “come stanno realmente le cose” (strategia definita bullshit), agendo con un totale disprezzo per l’evidenza dei fatti.
- Cattura discorsiva: già affrontata nei precedenti articoli contro la magistratura, questa tecnica consiste nel prendere parole dal valore positivo, come “democrazia“, “efficienza” o responsabilità, e svuotarle di senso o ridefinirle per coprire agende di parte che spesso vanno nella direzione opposta, come riforme costituzionali;
- La produzione intenzionale di ignoranza: la politica attua il gaslighting creando vuoti di conoscenza o teoremi di bugie ben strutturate. Questo avviene saturando il dibattito di “rumore” informativo o promuovendo dubbi artificiali su temi dove esiste un consenso scientifico o fattuale, al fine di rendere il pubblico incapace di distinguere il vero dal falso.
- Fischietti per cani e foglie di fico (dogwhistles e figleaves): il gaslighting si nasconde spesso dietro disclaimer rassicuranti. Un politico può usare una “foglia di fico” linguistica come “Non sono razzista, ma…” o “Sto solo facendo una domanda” per diffondere contenuti tossici o teorie del complotto negando poi di averlo fatto e ribaltando l’onere della prova su chi lo accusa.
- Framing decontestualizzante: un altro segnale è il racconto di eventi complessi come se fossero fatti “unici e improvvisi”, privandoli del loro contesto storico e geopolitico. Questo costringe il pubblico a interpretare la realtà solo attraverso il filtro (frame) offerto dal manipolatore.
- L’appello costante alle emozioni e la semplificazione: la manipolazione punta alla “pancia” del pubblico, utilizzando un linguaggio elementare e paternalista, rivolgendosi ai cittadini come se fossero bambini piccoli per aggirare il ragionamento razionale. Sotto l’effetto di emozioni forti come la paura o il risentimento, lo spirito critico viene inibito e si è più disposti ad accettare soluzioni drastiche proposte come ineludibili.
- L’architettura della visibilità: Attraverso gli algoritmi dei social network, la politica può decidere cosa amplificare e cosa rendere invisibile, creando “bolle digitali” (bubble democracy) che confermano i pregiudizi dell’utente e lo isolano dal confronto con la realtà esterna.
- Colpevolizzazione: se il cittadino inizia a dissentire, il potere può tentare di patologizzare il dissenso o indurre un senso di auto-colpevolezza. In questo modo, l’individuo si sente responsabile dei fallimenti collettivi e soccombe a uno stato di apatia che impedisce la ribellione.
Oltre il recinto della finzione
In conclusione, se senti che la narrazione politica ti spinge a ignorare l’evidenza, sei probabilmente vittima di un’operazione di gaslighting di massa.
Se vedi che usano le tue paure per farti agire come non avresti mai fatto, fermati un attimo a pensare, riprenditi il tuo spazio, coltiva il dubbio come la pianta più preziosa del tuo giardino e ricorda che la bellezza spietata della verità, come diceva Dostoevskij, è l’unica cosa che potrà davvero salvare il tuo mondo.
Non perché piacevole, monto spesso la verità non piace, ma perché ti da tutte le informazioni che ti servono per poter realmente cambiare la tua vita e non sentirti più impotente.




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